Sull'Appennino Tosco Emiliano in provincia di Modena si trova Fontanaluccia frazione del comune di Frassinoro, adagiato nella alta Val Dolo a 868 m. di altitudine, luogo di fondazione della Cooperativa Fontanaluccia.

Le prime riunioni si svolsero nell'inverno del '45 in canonica, nella primavera si allargò la base della discussione, in agosto si arrivò all' atto costitutivo.

Un' annotazione interessante sul primo statuto riguarda la sottolineatura dell'aspetto mutualistico rispetto a quello imprenditoriale "darsi una mano”.

E proprio di questo c’ era bisogno

La costituzione della Cooperativa rispondeva all’ esigenza più pressante di un coordinamento delle potenzialità ed una distribuzione più equa delle possibilità di lavoro.

Nell' atto costitutivo è possibile individuare nell' edilizia la direttrice di marcia della nuova società, ma è peraltro vero che tra i dieci soci fondatori uno era qualificato come meccanico, due boscaioli, un bracciante agricolo e un autista, quindi più che caratteristiche imprenditoriali e gestionali, si era privilegiato l'aspetto mutualistico, il mettersi assieme.

I primi mesi della storia operativa della nuova struttura risentono di queste caratteristica.

Le prime attività furono taglio di boschi, la vendita e il trasporto di legna, ma soprattutto il coordinamento della mano d’opera anche per lavori che non riguardavano assolutamente la cooperativa.

Nel frattempo si proseguì nella ricerca di lavoro alternativo come la produzione di calce in fornaci a legna. il primo incarico attinente l' edilizia fu Cervarolo per la ricostruzione della borgata data alle fiamme dai tedeschi nel marzo durante l’eccidio.

Nello stesso periodo hanno inizio i lavori affidati da privati ed anche i primi contatti imprenditoriali con la S.E.E.E., ora E.N.E.L., proprietaria dall'invaso diga di Fontanaluccia e della centrale di Farneta.

Pian piano insomma, fra boschi, calce, case, manutenzione impianti, la macchina della Cooperativa si mise in moto.

Hanno inizio alla fine degli anni quaranta i primi seri e organici contatti con le istituzioni.

I primi frutti di questo allargamento di orizzonte si riscontrano con i lavori dell' Ente Maremma.

La Fontanaluccia fu incaricata della costruzione di alcuni lotti di case rurali nella campagna Toscana.

Gli anni cinquanta videro la costruzione della nostra sede sociale.

Il primo lavoro di una certa entità affidatoci dagli enti locali fu la costruzione del ponte Delle Volpi che collegava i paesi di Fontanaluccia nella provincia di Modena e Gazzano nella provincia di Reggio Emilia.

Si può dire che la sede e la strada conclusero il primo periodo della Cooperativa.

Si cominciò a valutare la possibilità di attrezzarsi meglio, si costruirono garages, una piccola officina ed un magazzino che offriva alla Cooperativa un immagine meno precaria e più imprenditoriale.

Dalla fine degli anni cinquanta la strada era tracciata e ci si avviava a diventare un' impresa economica conosciuta, competitiva e professionalmente attrezzata.

L' inizio degli anni sessanta vide una sempre più precisa e puntuale presenza della Fontanaluccia sul mercato dell' edilizia.

Hanno inizio in questo periodo i primi sistematici contatti con l’ organizzazione Unione Cooperativa Provinciale ed è pure di questi anni l’ apertura di un ufficio prima a Sassuolo poi a Modena.

I lavori più impegnativi e qualificati di questo periodo furono la villa del signor Marazzi a Sassuolo, il convento delle suore carmelitane a Montegibbio e l'albergo "Pineta" a Pievepelago.

Il 4 giugno 1962, tre soci operai vennero travolti dal crollo di un muro e morirono. Il ricordo di quelle afose giornate di Giugno, la disperazione del cantiere, il dolore delle famiglie, la tristezza dei funerali, l' impatto con la burocrazia e le inchieste sono ancora vivi drammaticamente nella memoria di tutti. Ci furono momenti di avvilimento, ma la risposta fu, e non poteva essere diversamente, di andare avanti.

In questo periodo si intensificano le relazioni ed i rapporti con altre realtà Cooperative modenesi.

La fine degli anni settanta ha visto la Fontanaluccia aprirsi definitivamente al mercato edilizio modenese nella realtà più appariscente e significativa dell’ abitazione. il salto di qualità operato in stretta collaborazione con l’ Unione Provinciale Cooperative e il CO.PRO.CA. ha, per verità, avuto momenti di estrema difficoltà di origine soprattutto finanziaria che hanno coinvolto l’ intero apparato gestionale della Cooperativa.

Sta di fatto che gli anni 78/79/80 sono stati tremendamente difficili.

La risposta della Fontanaluccia è stata quella della chiarezza assembleare della responsabilizzazione dei soci in tutte le potenzialità, di fare insomma quadro.

A conclusione di quel periodo, però, la base sociale della Cooperativa si è allargata e ringiovanita: ed è stata questa la risposta più eloquente come immagine e come credito di fiducia interna.

Nel corso degli anni, la Cooperativa Fontanaluccia ha vissuto una fase di progresso economico e finanziario e si è lasciata alle spalle la difficile crisi vissuta alla fine degli anni settanta. Oggi la Cooperativa opera nel campo dell’ edilizia realizzando opere finite chiavi in mano o eseguendo ristrutturazioni.

Collabora altresì con altre Cooperative e partecipa attivamente alla vita dell’ unione Cooperative di Modena.

Ad oggi la Cooperativa dispone di propri mezzi e maestranze per poter affrontare l’ esecuzione di importanti strutture edili.

Negli ultimi vent’ anni abbiamo inoltre conseguito il certificato di qualità, ora, UNI EN ISO 9001:2008, il certificato "SOA Categoria Prima Classe VI" in data 20 febbraio 2014.

Abbiamo anche inoltrato domanda alla prefettura di Modena per essere ammessi alla “white list”, per poter concorrere all’ aggiudicazione di lavori di ristrutturazione nelle zone dell’ Emilia colpite dal sisma dell’ anno 2012.

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